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Pierrot in biblioteca

In Eventi on 27/06/2010 at 11:03

Un nome nuovo, quello di Angela Caterina, che va ad incastonarsi quale tessera nel puzzle immaginifico della poesia. Una donna giovane, disinvolta, dalle inaspettate risorse, forte di un’ambizione sorretta dall’intelligente tenacia, che s’aggrappa alla bivalente vocazione per il teatro e la poesia.

Teatro, filosofia, poesia hanno in comune la funzione di sollevare quesiti, senza dover fornire soluzioni definitive. Giocano, lo sappiamo, il ruolo di interlocutori eletti fra espressione umana e suoi limiti, fra ipotesi del vero e menzogne dei sensi.

L’autrice, che giovedì 1 luglio presenterà presso la sala Penta della Biblioteca Provinciale di Avellino la sua opera prima, Io Pierrot, è già nota per l’attività di attrice, scenografa e regista. Spirito eclettico, saggia i terreni fin troppo abusati del versificare, che oggi chiedono di essere rivivificati per riacquistare intrigo e senso, magari attraverso opere che reggano la pagina e l’ascolto, e che amplifichino le prospettive della mente.

Sedotta dalla più inossidabile delle maschere del Teatro dell’Arte, ed autoidentificatasi nella figurina sospesa eternamente tra dramma e commedia, dolore e candore, meraviglia e sgomento, Angela Caterina colloca in libreria la plaquette – edita da Per Versi Editori – col suo monologo, in bilico tra lirica e prosa.

Personaggio di ieri e di oggi, sicuramente rinnovabile nel domani, Pierrot si muove in uno spazio dilatato eppure avvolgente, in quella dimensione dove il tempo non è più un punto di riferimento, ma un concetto irraggiungibile. Il personaggio, nelle tinte allusive del bianco, del nero e del rosso, si muove cadenzato nei ritmi di un’ipnosi sensoriale, catturando la simpatia e l’immedesimazione del lettore.

Con un coup de plume, dalle nebbie del non luogo Caterina fa irrompere il mitico sfondo della Belle Époque, coi suoi cabarettisti, i pittori maledetti, le donnine di piccola virtù, il trionfo della bellezza nell’arte. Pierrot, protagonista del mondo in palcoscenico, e del palcoscenico nel mondo, è vittima della volgarità, dell’incomprensione, della violenza, proprio perché racchiude l’enigma dell’inconsunzione e della rinascita.

La presentazione del volume si avvarrà della moderazione del giornalista Annibale Discepolo e della relazione critica di Armando Saveriano, mentre il regista Giovanni Vesta interpellerà le voci della stessa autrice e del giovane attore Costantino Pacilio, con il commento musicale del Notturno Concertante, affinché lo spirito immortale di questo Pierrot fragile e indistruttibile, languido e irrassegnato, venga restituito alla realtà.

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