Logopea

Shakespeare secondo Parzanese

In Spettacoli on 30/08/2010 at 23:01

Pietro Paolo Parzanese, singolare ed illustre autore originario di Ariano Irpino (1809 – 1852), ben conosciuto dall’Associazione Culturale Logopea, mi offre l’occasione di proporre un breve personale intervento riguardo una mia recente e deliziosa esperienza di teatro e di vita legata alla sua figura.

Il 26 agosto, proprio ad Ariano, è stata messa in scena la sua tragedia in versi Giulietta e Romeo, ad opera di un gruppo di attori di ambito romano.

Mi sono sentita lusingata quando ho ricevuto la proposta, da parte di Mario Merone (regista e attore nel ruolo di Romeo), di interpretare il ruolo di Agnese (sorella di Capuleto, padre di Giulietta); non nascondo di essere entrata subito in fibrillazione per l’ansia di dover recitare con dei professionisti, tuttavia Mario mi ha immediatamente rassicurata, sostenendo che è più facile recitare con chi è bravo.

E’ stato proprio così. Le scene con Giulietta (Silvia Imperi) e Capuleto (Walter Toschi) mi sono subito risultate congeniali ed in grado di emozionarmi, sebbene impegnative, data anche la scrittura in versi del testo. La combinazione tra l’interessante opera, la regia accurata e pulita, che allarga lo spazio scenico alla platea e ai palchi, e la caratterizzazione dei personaggi hanno contribuito al successo di pubblico e di critica. È risultato assai stimolante, per me, il temperamento di Agnese, una donna sanguinaria dominata dall’odio verso i Montecchi (quanto sono interessanti i personaggi cattivi!), in realtà geniale aggiunta dell’autore irpino al dramma shakespeariano.

A parte l’esperienza strettamente teatrale, il contatto con persone straordinarie ed accoglienti (voglio peraltro citare  – a completamento del cast – Massimo Dionisi nel ruolo di frate Lorenzo) è stato magico, e mi ha enormemente gratificata anche dal punto di vista umano. Sentirsi accolta e stimata da chi, nonostante l’esperienza professionale maturata, si mostra semplice e per nulla supponente è una qualità che consente di apprezzare il senso della vita, quando essa è nobilitata dalla presenza di rispetto, amicizia e autenticità di sentimenti.

Sonia Guerriero

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