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Il dono di credere

In Libri on 19/10/2010 at 22:43

Invocazione, preghiera, redenzione, trasporto mistico: chiavi di lettura che immediatamente danno la sigla autosignificante di questa poesia, Semi di luce. Un folgorante incontro con la parola-Verbo, che è Ente Divino, strumento/occasione di catarsi: l’ascesa dopo la catabasi di una coscienza che non rinnega la caduta, il passato di ossessive aderenze a pulsioni/passioni disgregative.

Con uno stile lontano il più possibile dalle costellazioni caricate di metafore ambiziose, vicino a una essenzialità scritturale che non perde il suo radicamento sublime/subliminale, l’autrice oppone pensiero e cuore all’avanzata di indifferenza e nichilismo. Può permetterselo il suo animo duale, l’apparente scissione tra pragmaticità e pietas, che Felicia Salomone riesce invece a mantenere in equilibrio nella professione di medico e nell’attività di terziaria francescana, fervente catechista.

La vita in quanto attesa di riscatto e di pacificante completezza è filtrata dall’esperienza di una donna, di una sposa, di una madre, di una cattolica sempre consapevole di essere ogni giorno, e in qualsiasi circostanza, in divenire.

Comunque la poeta si guarda bene dall’impartire lezioni: si racconta, narra di sé, delle perplessità, delle tenaglie fobiche e dei chiodi conficcati più addentro l’animo suo, della rinascita che va sempre perseguita, riconquistata, proprio come a lei è accaduto, proprio come continua a capitarle ogni giorno. Lo sgomento, le esitazioni, la minaccia di sopraffazione da parte di un prossimo protervo, ciecamente egòlatra, vengono, se non sconfitte, allontanate, arginate, grazie all’esercito (armato di carità e di solidarietà) della Fede.

Perché soltanto la fede autentica può ridestare dal sonno di ragione e misericordia, guarire dall’afasia di comprensione e pietà, restituendoci alla dignità smarrita o lussata.

Il volume, di appena 40 pagine, può considerarsi un breviario ispirato, mai lezioso o fuori dalle righe, davvero efficace nella conciliazione del sé con il Divino in sé.

Il Cristo giallo, tavola di Paul Gauguin in copertina, non è una citazione scontata; neanche si fa banale trascrizione mitopoetica: la solarità prevale sul dramma del Cristo, il cui viso reclino conserva purezza e serenità nella morte terrena. Le donne in ginocchio circondano la croce con un’espressione di casto dolore, nella compostezza amorosa del Credo, nella pudicizia delle mani raccolte in grembo.

Felicia Salomone – Semi di lucePer Versi Editori 2010, pp. 40, euro 10.

Armando Saveriano

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