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Luna dei terremotati

In Libri on 15/12/2010 at 17:06

Un abbraccio in poesia a tutte le vittime del terribile terremoto del 23 novembre: così potrebbe essere definito il testo poetico Luna dei terremotati di Angelo Curcio.

L’autore si rivolge alla luna, spettatrice di una distruzione assurta a specchio deformante di una realtà inaccettabile, capace di ridurre in frammenti le luci che la circondano, e di diventare il simulacro di una visione a cui si vorrebbe ambire; sentinella adombrata del fluire degli anni, a cui ci si affida per trovare requie.

Curcio sembra ispirarsi al famoso dialogo, di leopardiana memoria, in cui il pastore si rivolge alla luna cercando una spiegazione al dolore cosmico. La Luna diventa, per lui, quasi ancella dei terremotati: sembra riparare da un freddo senza vocali, da un dolore interiore che blocca l’anima, e non lascia adito alla speranza. Si ripetono riti antichi per accompagnare i morti nella loro dimora eterna, mentre i vivi sono ormai avvezzi a vestire seta di lutto, rappresentazione delle vesti funeree che ricoprono il dolore, sguardo verso la Luna che rimanda al passato, a un mondo non contaminato, quale schermo contro il male e gli incubi degli uomini.

Nei versi si ricrea l’immagine di cose morenti: esse trascinano con loro il dolore forgiato dall’attonito silenzio delle madri, lasciate sole accanto a bambini che ancora non pronunziano bene il proprio nome. Polvere che copre una città e la trasforma in un’altra, senza dimensione, mentre lontano si ascolta il suono di una chitarra in lontananza; il paesaggio diventa testimonianza di una perdita, serbando tuttavia la speranza che non tutto si smarrisca nella polvere.

Angelo Curcio esprime il vano desiderio di affidarsi a qualcuno per rivivere l’infanzia, per sentire la pacatezza del cuore con affetti che mai si perderanno. Tappe dell’esistenza che scorre tra le immagini di una sorta di film, con i particolari dei ricordi persi sulle strade della vita; tentativo di ricreare un mondo nuovo sul selciato pieno di bitume che solo da lontano richiama il rumore dei passi condivisi.

Profonda gratitudine, per chi ha aiutato i superstiti, è il sentimento, unito al ricordo e al dolore di volta in volta rinnovato, nei confronti di nuovi fratelli – vittime di una pari tragedia – che la distruzione non ha scalfito.

Angelo Curcio – Luna dei terremotatiIl Papavero, 2010, pp. 36, euro 6.

Ilde Rampino

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