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Fiore dal fango

In Libri on 14/01/2011 at 20:44

Nasce dalla miseria morale, dai terrorismi e dalle abiezioni familiari la storia insostenibile della sedicenne Claireece Precious Jones, una nera fra tante nel ghetto di Harlem. Le parole incerte e semplici con cui la ragazza si racconta rendono, nella più sconcertante nudità, il resoconto minimale e dettagliato di un calvario che inizia sin troppo presto a bruciare irrimediabilmente l’infanzia.

Abusata dal padre abietto, colpevolizzata e seviziata, anche fisicamente, da una madre debosciata, opportunista e crudele, fino al punto da apparire, costei, incredibilmente patetica (e da ricoprire letteralmente di lusinghieri plausi di critica e di pubblico l’attrice che la impersona nella trasposizione cinematografica, Mo’Nique), Precious cresce nei terrori, nelle incertezze e nelle frustrazioni di un’esistenza vacante d’affetti e di considerazione.

Sfiora una forma allarmante di autismo sociale. La comunicazione è quasi impossibile, tra coetanei irridenti e superficiali, adulti corrosi dagli egoismi più malsani, in un labirinto di cemento, violenza e indifferenza. Insomma, una (atroce) storia di formazione tra punte di coltello e aguzzi spini di vetro nell’animo. Il degrado morale e l’impressionante aderenza realistica nelle pagine del libro non permettono neanche una sosta provvisoria per risalire dall’abisso degli orrori: il lettore è trascinato dallo sgomento e dalla commozione, vede Precious (nome reso quanto mai beffardo dalla malaventura) ingaggiare una resistenza toccante avverso le incomprensioni bastarde, gli ostacoli, le prevaricazioni micidiali anche fuori dell’inferno familiare.

La salveranno, forse, e in parte, la crescente passione per la parola, la faticosa e incrollabile conquista del sapere; aiutata stavolta dal destino che raramente – ma lo fa – interviene a virare, lasciando una fessura di ancoraggio, un sorso d’aria incontaminata, un percepibile lucore nel domani. Nessun miracolo. Ma uno spiraglio rassicurante sì.

Il libro è duro. La storia è difficile da affrontare, accettare, metabolizzare. Ebbene, la coscienza non può restare ignara, il debito morale insorge per esigere consapevolezza sociale, individuale, collettiva.

La protagonista incontra altre infelici, maciullate dalle perversioni e dalle feroci incomprensioni maturate sempre, ed invariabilmente, nel tritatutto familiare: droga, percosse, incesto, prostituzione, persecuzione non annienteranno né Precious né le altre comprimarie o comparse nella fiera degli eccessi e delle brutture nella metropoli inerte e ingrata. Cionondimeno il libro dovrebbe istruire gli adulti, in special modo le madri dei nostri figli, a vedere più chiaro in sé e intorno a loro, a sorvegliare l’andamento del confronto nella coesistenza quotidiana con infanzia e adolescenza.

Il testo ha impressionato USA ed Europa. L’autrice, Ramona Lofton, in arte Sapphire, si suppone abbia avuto ella stessa un’esistenza vagabonda, vacillante, non facile. Dopo esperienze nelle arterie dell’estro più versatile e imprevedibile, la scrittrice, nata nel 1950 in una base militare della California, previo un master al Brooklyn College, insegna lettura e scrittura ad Harlem e nel Bronx.

Dal suo libro, il regista di colore Lee Daniels ha tratto un lungometraggio che si è guadagnato due premi Oscar (per la migliore attrice non protagonista, per la migliore sceneggiatura non originale), il Golden Globe 2010, grandi consensi e attestati meritori in seno all’Indipendent Spirit Awards, oltre che al Sundance Film Festival e al Toronto International Film Festival.

Sapphire – PreciousFandango Libri 2010, pp. 174, Euro 16.

Armando Saveriano

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