Logopea

Il fascino dell’incertezza

In Libri on 30/01/2011 at 11:46

La silloge La persistenza del dubbio, graziosa nella sua veste editoriale, si distingue per il lodevole tentativo di sperimentare nuove forme poetiche e per una tradizionale versificazione tramata da una forte carica espressiva che, attraverso la potenza evocativa e magica della parola, ara il reale e fa emergere sentimenti di amore e odio stratificati nell’inconscio del poeta. Questa poesia possiede la facoltà di fare sgorgare il flusso magmatico di pathos e logos dall’animo del poeta, che tra l’altro adopera la tecnica maieutica di svelamento delle proprie idee.

I versi di questi autori sono ora graffianti e corrosivi, ora ironici e sarcastici, ora eufonici e musicali privi tuttavia di understatement, segno di una tensione emotiva esistenziale.

Da una disamina attenta delle poesie della raccolta, i poeti rivelano sensibilità e culture diverse, si muovono in orizzonti differenti, denotano una spasmodica ricerca di sé e della verità attraverso la destrutturazione del verso.

Cana Culex, termine mutuato dall’Appendix vergiliana, è lo pseudonimo sotto il quale si cela il poeta e bene si attaglia alla sua poesia. Il verbo canere esprime un ronzio fastidioso ma pure una dirompente denuncia della condizione umana che sale dalla osservazione e dal ricordo del vissuto. Il titolo Epitaffi disegna in modo originale lo sberleffo a tutte le convenienze ipocrite di una società che ha smarrito il senso della misura e cerebrum non habet.

Afoni canti di Mario Di Vito sono liriche in cui la bellezza eufonica della musicalità si innesta nel circuito emotivo ed entra in armonia con il flusso naturale dello stato d’animo del poeta. Intride il verso di elementi stilistici servendosi di un livello molto accurato di scelta lessicale nel selezionare le parole. In queste poesie la chiave semantica e musicale dei versi, che si snodano in una melodiosa rima-assonanza, riflettono una stretta liaison tra musica e poesia. Questo connubio non deve però esasperare il verso. Lo sperimentare nuove forme poetiche non deve creare oscurità.

Nel mannello di poesie Vetro soffiato di Carmina Esposito prevale una visione lucreziana del mondo dove “il tempo che passa / misura la speranza / pone domande/ segnala attenzione/ guarda uno spazio vuoto.” La voce della poetessa sale dal silenzio spinta dal vento della memoria, diventa talora struggente parola, si snoda con tono, pensoso e dolente, che nasce dal profondo dissidio tra sé e il reale. Le poesie illuminano il paesaggio interiore dell’animo dall’oscurità e la luce si espande sul duplice versante della coscienza di sé e delle cose.

La poesia di Costantino Pacilio, Promethea, ha la freschezza dell’età e la gioia di potere esprimere i sentimenti senza infrastrutture mentali e condizionamenti da scuola. Bisogna però prestare attenzione a non cadere in pose enfatiche. La poesia non è solo sentimento ma pure pensiero, cioè cultura. Il poeta deve evitare metafore ardite, vuote di significato e spesso arzigogolate per stupire.

Il filo conduttore delle poesie di Rosa d’addio, di Maurizio Picariello, è l’eros in tutti i suoi risvolti poetici e psicologici. Un tema universalmente cantato dai poeti in ogni tempo e sempre attuale. Nella sua poesia si manifesta la dinamica catulliana di odio-amore, di accettazione-ripulsa con intensità emotiva nello scandagliare liricamente il suo mondo interno-esterno. Poesia di ampio respiro e ricca di immagini, in cui il dettato poetico è sorretto da un linguaggio chiaro e moderno.

L’opera di Armando Saveriano, La curva dell’errore, ha il dono raro di una esperienza poetica che si sottrae alle mode di scritture minimali e sentimentali e a fantasiosi sperimentalismi, e alimenta il verso di un linguaggio colto e moderno. E’, la sua, poesia del sapere e della conoscenza della realtà in una società che spesso dimentica valori e tradizioni, preda di un relativismo etico in cui ogni cosa è intercambiabile. La materia delle poesie di questa silloge si espande lungo un itinerario poetico in cui approfondisce ed esaspera temi con schizzi impressionistici di grande effetto: Ipazia mia sgualdrina martire; La città è casa di nessuno; Possibile Pasquale che la poesia sia stata spinta / in misera stia; Oggi la poesia è beccata dai corvi. Il poeta riesce a rappresentare un mondo irrazionale e grottesco con la satira usando la veemente sferza della parola, che richiama alla mente Aristofane e Giovenale.

In sintesi si può dire che i poeti di questo libro, nel loro percorso, si misurano su temi diversi con linguaggio personale e originale a seconda della loro cultura e del loro sentire.

Autori Vari – La persistenza del dubbioPer Versi Editori 2010, pp. 120, euro 16.

Francesco Dell’Apa

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