Logopea

La permanenza e la perdita

In Libri on 05/02/2011 at 22:36

Tradotte in spagnolo da Ana Maria Pinedo Lopez e precedute da un vertiginoso corredo critico, a cura di Carla Perugini (Ordinaria di letteratura ispanica presso l’Università di Salerno, estimatrice delle poetiche femminili del Guatemala), di Alessandro Serpieri (Professore emerito di letteratura inglese presso l’Università di Firenze) e di Gabriela Fantato (fondatrice del periodico di poesia, arte e filosofia La Mosca di Milano), le 36 liriche di Menotti Lerro ci porgono uno spaccato testimoniale che facilmente allarga il suo esperienziale sentire/raccontare al dramma collettivo della sensazione di non appartenere, della presenza-assenza straniante e perturbativa, dell’ala lieve e greve di ricordi recuperati senza veli, senza rattoppi, fra legittimità della diegesi realistica e spiazzanti pungoli rizomatici.

Amore e lacerazioni, reminiscenze improvvise, rimpianti e nostalgie, estenuazioni della mente, estetica del grano salis, confessioni al di là della inconsapevole libido, escapismo impossibile dalla dittatura della sorte verso ipotesi di affrancamento e di libertà: questi i temi che balzano al cuore e fanno stridere le ossa (per poi incantare alle soglie dell’inganno di presente e futuro) del lettore casuale e avventuroso.

Il pregio della raccolta Poesie scelte / Poesías elegidas sta anche nella varietà di partitura, trama e conio, giostrando da squadrati echi pagliaranei a illuminazioni montaliane di fulminante esistenzialismo, che ci fa raminghi e disertori, resistenti per autoconservazione, solitari o esclusi, protagonisti-spettatori delle conseguenze dell’effetto-vita, tra realtà/metarealtà personale e speculazione analitico-emotiva dell’altro, dei dintorni così familiari, così sconosciuti, così torbidamente convenzionali nella terribilità dell’accadere.

Si può parlare di tradimento nell’impresa sempre ardua, dibattuta, esposta a critiche e a dubbi, della traduzione? Comparando versione originale a traslazione in lingua spagnola, il verso talvolta mostra un’intolleranza di suono e di tecnica iterativa, tuttavia suggestiva e mai davvero penalizzante. Il contrasto è sottile e non può non esserci, senza che cadenza metrica e impatto del respiro deportino fortunatamente la parola oltre i confini dell’osservatorio logico-emotivo condivisibile, per favorire le scorciatoie del lessico straniero.

Menotti Lerro –  Poesie scelte / Poesías elegidasZona 2010, pp. 122, euro 13.

Armando Saveriano

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