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I nuovi mostri

In Commenti on 12/02/2011 at 20:36

Il cinema italiano ha vissuto, dal dopoguerra ad oggi, stagioni di alterna fortuna, rispecchiando più o meno (e a volte enfatizzando) la condizione sociale del tempo.

Così come il filone drammatico, anche quello cosiddetto comico-satirico ha subito inevitabili trasformazioni, e oggi arriva nelle sale cinematografiche in una veste particolare (giusto per non infierire troppo).

Secondo me, coloro che in ambito artistico vestono i panni della comicità, da sempre si fanno carico di responsabilizzare l’opinione pubblica, il cittadino medio: non è certo da tutti catturare l’attenzione su di sé e su ciò che si dice, in special modo quando ciò che si propone ad una platea deve necessariamente suscitare ilarità e divertimento. Se aggiungiamo poi la considerazione che i tempi odierni non regalano di certo sorrisi, ebbene, immaginatevi la difficoltà.

E allora cosa fa l’artista-attore-comico, o presunto tale? Si presenta al pubblico nella maniera più diretta possibile, così da ottenere un riscontro immediato. Come? Facendo uso di espressioni che nulla hanno di preparato, studiato o appena pensato.

Les jeux sont faits! Una vomitata di oscenità, di doppi e tripli sensi, di battute trite e ritrite che appartengono ad un linguaggio non comune (mi auguro), e comunque non consono ad una società civile. E te le ritrovi dappertutto, perché alla fine diventano tormentoni che ti assalgono dal cellulare al pc. Dove andremo a finire? Oltretutto, paghiamo un biglietto per assistere al degrado della farsa stessa.

Oggi ci piombano addosso meteore (tali sono questi mostri della comicità), improvvisati attori che, prestati al cinema dalla tv, servono solo a rimpinguare le casse dei cinema e delle produzioni. Tutto ciò a scapito di idee intelligenti e di talenti veri, che inevitabilmente restano al palo.

La tv ha invaso il cinema ormai da tempo, e il cinema non ha opposto alcuna resistenza, giusto per sopravvivere alla crisi, ai tagli, alla pirateria. Il pensiero corre con molta nostalgia alle figure mitiche del genere: Totò, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Gino Bramieri, e – in tempi relativamente recenti – Proietti, Montesano e Verdone, che nella loro carriera hanno dimostrato davvero una preparazione degna della commedia all’italiana. Il loro merito? La capacità di arrivare a tutti, di catturare il pubblico da 0 a 100 anni senza forzature, senza sovrastrutture, e, soprattutto, nel massimo rispetto.

Perché questo oggi non è possibile?

Mi risponderete: sei antica, i tempi sono cambiati!

D’accordo, ma io provo ancora un enorme piacere nel rivedere un film di Totò. Chissà se fra vent’anni riderò ancora alle battute di Checco Zalone & C.

Roberta Giardullo

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