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Anime in pena

In Libri on 04/04/2011 at 09:58

E vissero tutti felici e contenti.

E’ cosi che di solito finiscono le favole, ed è cosi che vorremmo si concludesse il percorso di vita di ogni uomo.

E’ il naturale ed atteso epilogo di vicende fantastiche, attraverso le quali i protagonisti affrontano viaggi intriganti e sorprendenti alla ricerca dell’amore.

E’ il desiderio ardente  in ogni cuore di riconoscere un senso alla vita e a quello che si considera il sentimento fondamentale per ogni uomo.

Vita – amore: termini definiti tali per eccezione, che assumono espressioni tanto diverse, assolutamente personali; immagini riflesse da uno specchio che spesso si evita, per il timore che rifranga inconsce paure.

Così, talvolta, il viaggio diventa necessario, e la vita assume il valore di una favola nella quale manca un vero e proprio antagonista, perché il male da combattere è dentro di noi. Cuori addolorati, voci soffocate, lacrime troppo spesso trattenute, corpi rigidi che comprimono e imprigionano l’anima.

L’impresa eroica da compiere sta nel rompere le catene affinché l’anima possa vibrare per esprimersi attraverso lo strumento del corpo; dare voce, colore e calore ai pensieri del cuore.

L’ultima riga delle favole – e vissero tutti felici e contenti – così, sigilla un’unione ma non chiude la favola, anzi ne segna l’inizio aprendo la mente dell’uomo all’idea di libertà.

Firma prestigiosa del quotidiano La Stampa, collaboratore da anni della trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, Massimo Gramellini, per questo suo primo romanzo, sceglie un titolo che immediatamente ci riporta all’infanzia ma che, in realtà, affronta un tema di grande e costante attualità: la ricerca di una risposta ai quesiti rimasti da sempre irrisolti sulla esistenzialità dell’uomo.

Adopera uno stile non propriamente rispondente alle sue qualità di giornalista, adotta un registro decisamente non alto, e propende per una ridondanza di allegorie e di citazioni.

Il messaggio va decifrato e interiorizzato.

Il protagonista, Thomàs, rappresenta l’uomo comune, solo pur se in mezzo ad una folla; il suo soggiorno alle Terme dell’anima è la manifesta volontà di ritrovarsi e di riscoprire negli altri sé stesso.

Un fiume di parole per raccontare una speranza racchiusa egregiamente nell’immagine di copertina: una mano protesa ad accarezzare e, forse, a liberare un cuore in gabbia.

Massimo Gramellini – L’ultima riga delle favoleLonganesi 2010,  pp. 258, euro 16,60.

Assunta Totilo

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