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Non solo viaggi

In Libri on 15/05/2011 at 11:55

A passo leggero, con discrezione (sarei tentato di scrivere “con signorilità”), la collana Scrimia di Mephite/Laceno prosegue il proprio percorso, senza incespicare o conoscere sbandamenti. Mi viene sott’occhio un libro di Carlo Vita, Felicità raggiunta, si cammina (il titolo è tratto da un verso di Montale, e Vita ne sviluppa 33 variazioni): il tema è il camminamento, il deambulare. E mi vengono in mente certe poesie di Giampiero Neri, la cui peculiarità è la serena contemplazione dinamica (il che può sembrare contraddittorio).

Indice dei luoghi – Poesie da viaggio (e d’amore), di Enzo Rega, s’incastona nella posizione più appropriata nel catalogo della collana, dopo i palpitanti versi di Annamaria Gargano.

Collaboratore dell’università di Salerno e di svariate riviste internazionali, Rega da anni gestisce un rapporto diretto e attivo con la letteratura, ne sigla il contratto, dovuto non solo alla professione o alle inclinazioni. Si dispone al servizio dell’idea e riscuote il premio della poesia, che lo ricompensa coi distillati di una operazione chiarificatrice dei percorsi emotivo-esistenziali. Il prisma dell’esistente si rivela con incomparabile maestria, e con eleganza, come in una definizione fotografica e in una rotazione cinevisiva, sul telo della pagina; una pagina che amplia, fortifica il dicibile, ardisce al passo della totalità, grazie alle sottolineature delle tracce non immediatamente percepibili, tra le quali il lacerto di un malessere abreato e latente e di una felicità non più agognata, respinta e scassinata nei sogni, alla quale ancora non si crede del tutto, al di là delle parole, dell’intimo sentire.

Rega dialoga con i suoi luoghi, vi si identifica, li coglie dal frutteto della memoria e se ne disseta, li offre al lettore, affinché questi li decanti per cogliere le più profonde risonanze.

“Il luogo, in poesia, – ho scritto – diventa occasione di lascito che restituisce un respiro vasto e meditato alla ricerca incessabile del significato privato, personale e dunque universale, dell’esistente nella necessità etica dell’identità umana e culturale, prosaica o tendente alla sublimazione dello stesso meccanismo pulsionale. (…) Nella sua “Sammlung”, raccolta sapida e impegnativa di testi scelti, l’autore ci regala l’accesso ad un’officina privilegiata, dove il verso è davvero un modo genuino di articolare il pensiero emotivo, per trasgredire presto la forma, espugnando la fortezza del consueto e innestandovi sfaccettati inizi, in un processo di reversibilità del senso, grazie a luminose aperture sintattiche, le quali attestano una modernità che si smarca dal vieto sperimentalismo. (…) Rega si aggira con passione ed intelletto per i viali, le piazze, i meandri della città dell’anima con la sua singolare attitudine ad usare lo sguardo come una parola, che smembra se stessa, cerca e fornisce indicazioni di vita e di poetica. L’eros è perno e pretesto della non-luoghità che si lascia lambire dal canto del camminante…”

 Enzo Rega – Indice dei luoghi – Poesie da viaggio (e d’amore)Laceno 2011, pp. 119, euro 8.

Armando Saveriano

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