Logopea

Orientare i giovani

In Commenti on 15/05/2011 at 13:28

I giovani hanno bisogno di orientamento, bombardati come sono dalle orchestre tiranniche e iperseduttive della pubblicità e della moda, frastornati dall’avanspettacolo di un sistema privo di imprese etiche autentiche e non millantate: dove mettiamo le sregolatezze, le disonestà, gli opportunismi della classe che pretende di dirigerci e che de facto ci lapida con scandali, tasse e gabelle? Ma chi istruisce questa gioventù? Chi si prende la briga di aiutarla a diventare grande in una società così inaffidabile e complicata? Imbastardita la famiglia, decaduta la scuola, demistificata la religione, a chi tocca impugnare il timone e tener d’occhio la bussola, per offrire competenza, chiarezza, positività nella possibile buona qualità della vita? E’ forse utopistico venire a capo della questione?

Protezione e sviluppo dovrebbero convergere, invece vengono a mancare ogni giorno di più: dove sono quel coraggio, quella sensibilità che permettono al metabolismo della nostra crescita, della nostra evoluzione, di ottimizzare passando attraverso sani e salutari modelli di apprendimento, nonché di confronto? C’è da porre l’accento sulla crisi della mancanza di idee decisive, forti, longanimi, capaci di far sterzare il volante e di tenere lontano dalle rapide la fragile piroga della sopravvivenza; i giovani, almeno quella minoranza che la radiografia del Belpaese a ruzzoloni riesce a individuare come gli scampati della generica glicemia dei pressappochismi, esportano in territori più fertili le intelligenze, vi sdoganano ogni embrionale o già affiorante Fähigkeit.

Talenti sopravvissuti all’appiattimento destabilizzante di società e di stato, e ancora illesi nonostante la mortificazione dei nepotismi, hanno fretta di emigrare, trasferiscono il patrimonio intellettivo, inventivo, critico, innovatore laddove i conflitti politici, i disastri della corruttela siano almeno nelle apparenze e nelle speranze circonchiusi in un microuniverso uniformato alla stasis.

Ci si augura che la Cosa Pubblica italiana, spalle al muro, capisca che deve creare, nel proprio interesse, posti di lavoro specializzati per il perfezionamento della ricerca, in cui collocare queste giovani, entusiastiche menti… prima di lobotomizzarne le aspettative o (continuare a) favorirne la fuga. Mi sia concesso ribadire, purtroppo, che specialmente oggi etica e politica sono paglia e fuoco.

Armando Saveriano

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