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Orientateci!

In Commenti on 19/05/2011 at 10:49

A

A sostegno del precedente intervento di Armando Saveriano, sento la necessità di denunciare in persona il senso di smarrimento di noi giovani, perché lo si avverte in qualunque area scolastica o luogo di ritrovo. Siamo nati e cresciuti in un’Italia che – per quanto continui a vantare passati gloriosi – non riesce ad essere all’altezza delle aspettative, almeno in questo interminabile momento di crisi.

Guardandoci attorno non capiamo bene cosa aspettarci dal futuro. Da un lato ci immaginiamo il percorso classico: università più vicina, facoltà delle più comuni, e poi… disoccupazione. Dall’altro, sentiamo il bisogno di pretendere qualcosa di più da noi stessi. Allora capiamo che forse è il caso di andare via e, per quanto non vorremmo lasciare i nostri affetti, non scartiamo a prescindere l’opzione di farlo.

Ma nessuno di noi conosce per davvero le proprie opportunità. Abbiamo tutti dinanzi una qualche vaga idea dell’ambiente universitario e lavorativo in cui ci piacerebbe vivere. Ma chi ci dice dove andare a mendicare lavoro, se lavoro non ce n’è? E dove elemosinare consigli, se il compito degli insegnanti è sempre meno quello di aiutare gli alunni a scelte di vita, e sempre più quello di trovar loro la risposta migliore per le prove Invalsi e i compiti in classe?

Adesso, cari adulti – governanti e non – chiudete gli occhi, pensate un po’, e come prossimo regalo impacchettateci una bella bussola: non chiediamo altro!

Tiziana Correale

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  1. Ho atteso qualche giorno – troppi, direi, per una come me che risponde alle provocazioni – ma, leggendo l’accorato appello di Tiziana Correale, questa volta mi sono trovata nella difficoltà, io, adulta, di dare una risposta perlomeno rassicurativa. Con Armando Saveriano, poi, abbiamo spesso affrontato la questione, rammaricandoci, inquietandoci, arrendendoci puntualmente di fronte alla realtà.
    Orientare, orientarsi. Ma come, se anche noi – che voi chiamate “grandi” – non sappiamo quale strada percorrere?
    E’ vero, le istituzioni dovrebbero garantirvi una formazione per il domani. La scuola, in primis, una preparazione adeguata. Molti di voi ci riescono, a costo di grandi sacrifici, anche economici, perché non dimentichiamo che in questo paese la meritocrazia non esiste, e quelli bravi non possono contare nemmeno su un aiuto economico svincolato dal 740 di mamma e papà.
    E dopo tutto il vostro impegno, che succede?
    Succede che sogni, speranze e futuro restano nelle mani artritiche di una classe politica che, senza distinzione di colore, non vi prende neanche in considerazione. Per questo andate via, e fate bene a farlo!
    Seppure non viviamo un periodo esaltante, perché la crisi mondiale ci attanaglia e non ci consente di sgombrare la mente dal pensiero del PIL, del debito pubblico, della crisi industriale, delle tasse, tutto ciò non può essere motivo di distrazione, né deve farci allontanare dall’obiettivo primario che ci siamo posti quando abbiamo deciso di farvi venire al mondo, ossia quello di garantirvi un futuro sereno e di fornirvi tutti gli strumenti necessari affinché il vostro cammino su questa Terra fosse pienamente rispondente alle vostre aspettative.
    Allora è necessario uno sforzo comune, è necessario liberare il paese da inutili balzelli che impediscono il naturale processo evolutivo della società; è necessario ascoltare per comprendere le reali esigenze, così com’è necessario il dialogo fra le parti, che resta l’unico strumento utile a dirimere le questioni.
    Esorto Tiziana e tutti i giovani volenterosi come lei a non mollare, a far sentire la propria voce: qualcuno prima o poi ascolterà!

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