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equilibri, ciclo 1

In Eventi on 22/09/2011 at 23:38

La cultura capace di allargare gli orizzonti passa inevitabilmente e con immutabile fascino, anche in tempi di e-books, dentro le pagine fragranti di un libro tradizionale.

Se è vero che le rassegne letterarie e i reading di lettura vanno fortunatamente moltiplicandosi, è altrettanto auspicabile che in questa società, distratta da mille vani adescamenti, si ponga l’accento sul problema di come rendere efficace e produttivo l’approccio con la creatività.

La rassegna equilibri, ideata, organizzata e diretta da Giovanni Vesta per l’Associazione Culturale Logopea, aspira a promuovere la lettura di quei volumi pubblicati nell’ambito editoriale campano che, pur denotando una certa qualità artistico-letteraria, spesso passano inosservati. (Chi volesse consultare la brochure della rassegna, può cliccare qui).

La singolarità di ciascun autore in una pluralità di voci: è questo lo spirito del ciclo 1, intitolato appunto singolareplurale, ed articolato su quattro eventi, supportati dalle voci degli attori dei laboratori LogLabs di Logopea, e allietati dagli intermezzi musicali del chitarrista Eduardo Petrillo.

equilibri si snoda attraverso quattro appuntamenti a cadenza settimanale, uno per ogni sabato di ottobre, e ciascuno dedicato ad un autore; i quattro volumi, pubblicati da quattro differenti e giovani case editrici, costituiscono un’offerta varia, che consente di spaziare dalla satira politica di Alfonso Attilio Faia al testo per fanciulli di Lia Sellitto, passando attraverso la poesia più sperimentale di Armando Saveriano e quella multiforme dei poeti selezionati da Antonio Spagnuolo.

Teatro degli eventi, la sala 2 del Centro Sociale Samantha Della Porta di Avellino, sede di Logopea, dove sarà possibile incontrare gli autori, conoscerli meglio, ed apprezzarne ulteriormente il pensiero creativo. Successivamente, equilibri sarà un appuntamento itinerante, ma senza ripetizioni: ad ogni nuovo ciclo corrisponderanno libri, autori, relatori e musicisti diversi.

Ben vengano iniziative come la rassegna equilibri, che puntano sulla sollecitazione di visione e di ascolto sulle menti di quanti mostrino in nuce un desiderio di confrontarsi con autori e scritture. Non tanto per solleticarne a loro volta le velleità scrittorie, ma per stuzzicare le facoltà di un intelletto capace di abbeverarsi alla fonte della conoscenza.

Venire a contatto con il pensiero e lo stile di poeti e narratori aiuta a guardare in se stessi e nel mondo circostante, ma soprattutto predispone al perfezionamento di una grave lacuna che coinvolge giovani e adulti: la progressiva mancanza di concentrazione e di attenzione, a favore invece dell’acquisizione malsana di un istinto alla fuga, piuttosto che a una sosta d’ascolto matura e responsabile.

equilibri non si pone certo come ultimo cavallo di Frisia in difesa di una cultura salvata dalla distrazione e dall’indifferenza; neanche pretende di impugnare la fiaccola guida nel buio del disinteresse e delle piccole vanità quotidiane. A suo modo, però, recita un proprio ruolo nella semina che preclude ad un raccolto possibile e non affidato semplicemente all’utopia.

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