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Il ritorno degli acrobati

In Libri on 29/09/2011 at 09:40

A metà strada tra invettiva e ritratto caricaturale, Alfonso Attilio Faia ritorna nuovamente sulla scena con il secondo atto di un’opera teatrale che si svolge dal vivo, senza trama e senza scopo.

Per metà giullare, per metà intellettuale, contro il potere egli – come un’ombra discreta – si muove tra una folla feroce di corruzione, malaffare, donnette disinibite, calciatori miliardari, misantropi spietati, su cui troneggia spavalda l’unica figura del Caimano, attorno e grazie al quale tutto questo cosmo di misera umanità è mosso: perfino un coro di tamburi di latta, che pretende di volersi opporre a lui.

Il Caimano è l’acrobata per eccellenza, circondato da miseri personaggi; essi sono escrescenze di un cancro maggiore, che ha maschere varie e arti multiformi; ora si mimetizza con camaleontici giri, ora si traveste da Messia con un diabolico Vangelo, nelle cui pagine si leggono solo inganni e strategie criminali che impregnano persino il lessico: fioriscono così grotteschi neologismi e storture di coniugazioni verbali.

La romantica idea del poeta cantore è ormai finita, sostituita dalla stridula e fastidiosa voce di chi ulula alla luna inutili versi; altrettanto fuori luogo è l’indomito coraggio dell’intellettuale, sostituito dalla viscida idolatria di gente attaccata alle poltrone di telegiornali, pilotati dallo stesso Motore Immobile.

Se è quasi impossibile conoscere il vero volto degli attori, camuffati con innumerevoli e variopinte maschere, è lo stesso palcoscenico ad essere diventato inconsistente: piegato, opacizzato, cristallizzato dall’illusionista di turno che crea scenari a piacimento; lo stesso concetto di verità ha i confini alterati da un’unica voce che soffoca tutte le altre.

Quella denunciata da Faia, tuttavia, non è una colpa individuale ma collettiva: l’unica cosa che resiste è la capacità di adattarsi e piegarsi nonostante i malumori, perché il Caimano è la nostra nuova immagine; tutto ciò che è contro di lui si riduce a vano strepito ed inutile zavorra sociale.

 Alfonso Attilio Faia – Tutti in scenaGli acrobati atto IILaceno / Mephite 2011, pp. 156, euro 8.

Maria Grazia Colucci

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