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Frammenti imprevisti

In Libri on 04/10/2011 at 21:47

La poesia, oggi, conosce una fase apparentemente favorevole, se si considerano la quantità di libri e di antologie pubblicati, e il numero via via crescente degli autori che assai spesso si improvvisano tali.

Tuttavia esistono curatori di antologie seri e competenti, come il poeta e scrittore, nonché critico, Antonio Spagnuolo, da anni protagonista illustre della storia letteraria a livello nazionale ed internazionale, che mette in piedi una antologia della poesia italiana contemporanea – dal titolo Frammenti imprevisti – raggruppando diversi orientamenti stilistici o di creatività, come precisa lui stesso nella prefazione al volume.

L’aggettivo imprevisti allude all’accadere della poesia e al suo realizzarsi come efficace segno timbrico, con rifrazioni empatiche, o comunque con sollecitazioni semantiche e linguistiche che intrigano il filologo o chiunque, alla poesia, chieda una formidabile ricaduta nell’ambito dell’evoluzione della lingua, organismo vivo e permutante, senza soluzione di continuità.

Praticamente impossibile dar merito in questa sede ai cinquantuno autori, appartenenti a scuole ed a tendenze diversissime, provenienti da ogni regione italiana. Spagnuolo non indulge a campanilismi: per lui la poesia deve essere super partes, rifuggendo dalle querelle che purtroppo storicamente inquinano il mondo letterario. L’immagine del poeta avulso da miserie terrene, da invidie, consunto da accanite rivalità, si infrange ben presto in una realtà desolatamente pragmatica, dove ogni attore tende alla personale conquista dell’eccelsa visibilità.

Pertanto, dopo aver esaminato con scrupolo il ponderoso volume, mi riservo la liceità di segnalare quei nomi che maggiormente hanno vellicato il mio interesse personale, quella curiositas latina che implica anche la sottotraccia di una legittima selezione, tuttavia mai a scopo di coloro che vengono sottaciuti, anche perché consapevoli che il curatore non avrebbe inserito cifre mediocri.

Accanto a firme di grosso spicco, con numerose pubblicazioni presso case editrici autorevoli, compaiono nomi che per nostra disinformazione ci possono sembrare dotati di una eco inedita: ma è una scusabile pecca di chi qui scrive. Mi piace nominare Arnaldo Èderle, Gabriela Fantato, Aldo Ferraris, Franco Manescalchi, Alberto Mari, Giorgio Moio, Giuseppe Napolitano, Felice Piemontese, Umberto Piersanti, Ugo Piscopo, Salvatore Ritrovato, Anna Santoro, Armando Saveriano, Liliana Ugolini, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Ciro Vitiello.

Quello che colpisce di questa antologia è il sapiente equilibrio tra generi e tendenze, capricci d’autore, incursioni ed escursioni in quel che resta di un territorio sperimentale, già fin troppo praticato (la storia della letteratura docet).

Personalmente trovo più aderenti al mio sentire i poeti simbolisti, i giocolieri della metafora, i neobarocchi, coloro insomma che cercano di rinnovare la tradizione senza perdere di vista l’insigne classicismo. Tuttavia mi intrigano il segno moderno e complesso di Ugo Piscopo, spesso plurilingue, de-compositore di una poesia che nelle sue mani diventa fluida materia malleabile, e le versificazioni a quattro mani di Eugenio Lucrezi e Paola Nasti, che coinvolgono e sconvolgono il lettore; interessante è il movimento sonoro dell’eccellente Ferdinando Tricarico, fondatore del gruppo culturainmovimento (una poesia d’azione continua e metamorfica che cerca contaminazioni psicologiche, ritmiche, visuali), così come degna di nota sono l’evocativa e nostalgica poesia di Raffaele Urraro, e la poesia figurativa ed ugualmente suggestiva di Anna Maria Pugliese.

AA. VV. – Frammenti imprevistiAntologia della poesia italiana contemporanea (a cura di Antonio Spagnuolo) – Kairós Edizioni 2011, pp. 510, euro 15.

Maria Grazia Colucci

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