Logopea

Dedicato

In Commenti on 23/10/2011 at 15:45

A tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di equilibri ciclo 1 – singolareplurale. In primis agli Angeli di Logopea: Antonella, Carmela, Emanuela, Katia, Lina, Lorella, Marinella, Roberta, perle rare di generosità in un mondo fatto di banalità e disinteresse.

Agli sponsor e al personale del Centro Sociale Samantha Della Porta, che hanno creduto in un’iniziativa così rischiosa ed affascinante nello stesso tempo, offrendo tutto il loro supporto.

A tutti i ragazzi dei LogLabs, che si sono impegnati al massimo delle loro potenzialità affinché il pubblico fosse catturato dalla magia delle loro voci e dal calore delle loro interpretazioni. L’abnegazione e la professionalità dimostrate hanno perfino annullato – sul nascere – le eventuali e possibili difficoltà nell’affrontare testi non propriamente adatti ad attori così giovani.

A Maria Grazia, per la sua abilità di divorare in fretta e di assimilare immediatamente, senza cattive digestioni, rigurgiti o insani desideri copincollisti, tutto il materiale che le è toccato analizzare in tempi da record, dandole modo di apprezzare – nello stesso istante – quanto il concetto di tempo sia davvero relativo.

A Floriana, tra le poche persone capaci di ricordare il significato più vero della parola cultura, che ben poco ha a che fare con sagre, tarallucci e panzarotti della valle Ufita.

A Simone ed Emanuela, travolti da un insolito destino nell’interminabile autostrada di fine ottobre, che hanno lottato con tutte le loro forze per esserci. Against all odds, ad ogni costo, e prima di (ri)partire per un lungo viaggio. A dimostrazione che le distanze si colmano: basta esserne convinti.

Ad Alessandro, Alfonso Attilio, Filomena, Gaia, Paola, Pasquale Gerardo, Salvatore, Stefano, che hanno impreziosito i quattro eventi con la loro profondità e con la loro generosità, unendo quella voglia di mettersi in discussione e quella curiosità che appartengono esclusivamente alle persone intelligenti, e che permettono di superare ostacoli di qualsiasi natura.

Ad Armando, che – oltre ad aver operato da acting coach – nelle quattro serate ha ricamato di fino, centrando l’obiettivo laddove altri hanno fallito, e riuscendo contemporaneamente a contenere le proprie naturali esondazioni. Tra le cosiddette persone colte sono in tanti a credersi superiori a lui, in realtà senza validi motivi. Sarò anche parziale, ma davvero penso che costoro, prima ancora di aprir bocca o di prendere una penna, debbano porsi non uno solo, ma una serie di interrogativi, tra i quali: “perché esisto?”, “perché scrivo?” e “perché non rimango a casa a guardare “La vita in diretta”, invece di andare in giro a promuovere i miei (miseri) versi?

Al pubblico partecipante, quello più vero. Non la claque, non il gruppo intellettualoide, e non i soliti presenzialisti ed opportunisti, pronti a scappare fuori dalla sala per fare inutili comunelle o baratti pseudo-librari. Mi riferisco alla gente comune, quella che ha preferito spendere qualche ora del proprio sabato pomeriggio per venire ad ascoltare voci ed argomenti di cui sa di poter fare benissimo a meno, per il resto della propria esistenza. Per chi allestisce è il regalo più grande, ed è senza dubbio il pubblico naturale, la platea migliore, l’indice effettivo di una giusta curiosità intorno all’evento.

Ai medici extra moenia, che a quanto pare prenotano visite otorinolaringoiatriche, dentistiche, ginecologiche, psicoterapeutiche e quant’altro, esclusivamente per il sabato pomeriggio, e rigorosamente dopo le 16.30. Non fosse stato per loro, il ciclo 1 avrebbe offerto (e sofferto) indicibili strazi verbali e/o sonori.

Alla fattiva collaborazione dei referenti editoriali, contrastata dal palese disinteresse degli editori, a quanto pare totalmente indifferenti alla promozione dei loro prodotti.

A tutti quelli che hanno brillato per la loro fulgida assenza: disinteressati, menefreghisti, malati fittizi e/o immaginari, con indisposizioni a comando o preventive. La macchina equilibri ha funzionato ugualmente, ed è quindi evidente che il mondo letterario può benissimo fare a meno di loro e del borioso nulla di cui sono fatti.

A quanti mi hanno consentito di constatare la loro pochezza umana a vantaggio di altri dai quali non mi sarei mai aspettato nulla di più. In fondo, la vita è incredibilmente interessante anche per le sorprese che riesce a regalarci.

Ai rami secchi di Logopea, spezzatisi da soli, senza alcuna sollecitazione esterna. Mi hanno dato ulteriore conferma – semmai ce ne fosse bisogno, dopo anni di onorata carriera – che davvero il mondo della recitazione e della scrittura non sono per tutti. E mi hanno servito su un piatto d’oro la possibilità di potarli, alleggerendo di inutili zavorre un rigoglioso albero di trentun anni.

A chi, infervorato dal buon esito di singolareplurale, si sta già prodigando per la realizzazione del ciclo 2, in cantiere per il prossimo febbraio: è un piacere constatare come l’investimento nella cultura, da qualche parte, abbia ancora possibilità di germogliare liberamente.

A me stesso, per essere riuscito a sopportarmi – nell’allestire equilibri – senza arrendermi mai.

Dedicato ai personaggi appena citati, il mio personalissimo ed incondizionato grazie.

Giovanni Vesta

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  1. grazie a te… e che l’avventura continui…

  2. “Grazie” a chi? Che fai, offendi? 🙂
    Scherzi a parte, non posso dimenticare quello che ho appreso, in termini materiali e immateriali, che mi spingono, a mia volta a dirti e a dirvi: grazie.
    Grazie a Logopea, che ha condotto i nostri ragazzi e anche noi genitori in un mondo sconosciuto, sommerso in quell’indifferenza istituzionale e sufficienza editoriale che ignora una vitalità a volte sconcertante, travolgente.
    Grazie ad Armando, intellettuale dall’estro solo pari all’umanità e alle capacità di coinvolgere chiunque venga in contatto con lui.
    Grazie a te, Giovanni, della devota pazienza che hai nell’organizzare tutti coloro che ruotano attorno alla “dinamica trentunenne”: quasi senza che ce ne accorgiamo è tutto pronto, tutto fatto.
    Sbocceranno nuovi germogli, perché c’è molta più gente di quanto si creda che sarebbe interessata e, perché no, deliziata dalle vostre iniziative così professionali, originali, speciali…
    Perciò possiamo solo essere pronti ad altri cento, mille “equilibri”, “singolareplurale”, recensioni, letture, rappresentazioni teatrali e via così!

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