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Il vento, all’improvviso

In Libri on 04/01/2012 at 16:42

Ha il sapore di un vecchio racconto fatto intorno al focolare, quello della poetessa e scrittrice irpina Annamaria Gargano dal titolo Il vento, all’improvviso – Parole sul balcone, dove le parole sono ancora affidate ad un foglio di carta ed all’inchiostro di una penna, e sono leggere come il vento – che può portarle via – ma tenaci abbastanza da resistere tra i rami di un albero, mantenendo intatto il loro significato.

Le protagoniste sono proprio le parole che, dapprima demoni alati, prendono via via consistenza, mentre i personaggi umani diventano sempre più evanescenti fino a trasformarsi in esseri da sogno, oniriche figure padrone di una non-luoghità a volte spaventosa ed angosciante, quasi sempre, invece, portatrice di speranza. Le parole, dunque, si impongono all’attenzione di chi le riceve, il quale non può fare a meno di rimetterle in fila e di riproporle prepotentemente all’attenzione di chi legge: ed è cosi che questo racconto nasce e vola, leggero e fluido.

I sentimenti e le vicende dolorose che si snodano sono accoppiate ai due elementi dell’aria e dell’acqua, e sono questi che in realtà pilotano gli avvenimenti fino all’inaspettato scioglimento, al ricongiungersi delle solitudini e degli affetti. Nel momento stesso in cui acqua ed aria cessano di esistere, come protagoniste attive nelle esistenze, smettono di condizionarne i destini; la stessa presenza della protagonista si fa labile e diafana, fino a scorrer via dalle mani, come acqua che lascia solo umide le dita.

Annamaria Gargano – Il vento all’improvvisoParole sul balcone, Mephite 2011, pp. 41, euro 8.

Maria Grazia Colucci

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