Logopea

And the winners are…

In Commenti on 26/03/2012 at 09:34

Il pubblico. Che si trattasse di adulti o di scolaresche, poco importa. Gli spettatori dei quattro appuntamenti con equilibri ciclo 2fraterraecielo ne hanno apprezzato la forma, la sostanza, i contenuti, anche quando erano sovrabbondanti e a rischio di indigestione, con una stoica resistenza in sala. Nonostante fosse sempre sabato. E il sabato, come il luogo che ci ha ospitati, per molta gente è sacro. Premio Giobbe.

La Confraternita di Santa Monica. Giovanni, Federico, e tutti i membri della Confraternita di Santa Monica, che ci hanno ospitati nella chiesa di San Nicola da Tolentino facendoci sentire a casa, ed offrendoci tutta la loro preziosa collaborazione. Premio Anfitrione D’Oro.

Nancy. L’instancabile assessore dalle mille risorse e dalle infinite energie, che ha fermamente creduto in un progetto tanto nuovo quanto rischioso per una comunità esigente come quella di Atripalda. Un plauso per la lungimiranza, per l’energia, per l’intelligenza, per l’attenzione che ci ha riservato. Ed anche per l’avvenenza, perché lei è la testimonianza vivente del fatto che non tutte le donne impegnate in politica sono racchie. Premio Coltellino svizzero (perché le ha proprio tutte, questa donna!)

Floriana e Roberto. Dimostrano ancora una volta di riuscire laddove altri colleghi di differenti realtà editoriali falliscono: dare visibilità alle piccole grandi iniziative di promozione del territorio e della cultura vera. Altro che taralli! Premio Lente d’ingrandimento.

Annamaria. Si è avvicinata alla platea in punta di piedi, e con i suoi modi gentili, e la generosità delle sue parole, l’ha conquistata in pieno. Premio Dulcinea.

Salvatore. Anche ad Atripalda riesce a rendere piacevole e fruibile, più di tanti personaggi, qualsiasi argomento che gli si presenti da discutere, e a catturare l’attenzione di chiunque attraverso la modestia, dote sempre più rara. Non è esperienza scolastica, Sal, fattene una ragione: si chiama carisma. Premio Pifferaio magico.

Gli altri ospiti. Cosimo, Domenico, Giovanna, Giuseppe, Lucia, Maria Grazia, Stefano, Paolo, Pino, Raffaele, Stelvio, Raffaele & Lucio, che hanno donato la loro disponibilità colorando le giornate della rassegna dei loro pensieri, dei loro versi, delle loro note. A tutto tondo. Premio Giotto.

Gli assenti in genere. Nonostante le comunicazioni partite con larghissimo anticipo, tutte le scuse sono state buone per non esserci. Per il ciclo precedente avevamo avuto orde di malati fittizi ed immaginari; a marzo, invece, gente sommersa da incomprensibili, improcrastinabili, indispensabili altri impegni concomitanti, come se tutto il mondo si muovesse esclusivamente di sabato, oppure un campo magnetico ostacolasse l’ingresso ad Atripalda.

Chi ha vinto per questa categoria? Nessuno. Hanno perso tutti, soprattutto la faccia. E meno li si vede in giro, meglio è: equilibri vive comunque senza di loro. Premio Sacchetto di carta (in testa).

Gli editori. Quelli assenti, disinteressati alla promozione dei loro prodotti (ma un rappresentante da inviare, anche di seconda scelta, no?), hanno semplicemente perso credibilità. Editoria uguale cultura? Tutt’altro: l’equazione si completa con la parola commercio. E giusto perché non crediamo più alle fiabe, accontentiamoli con un bel Premio Pinocchio.

I premiati. Cioè Cleonice, Marco, Maria Grazia. Bravi, ragazzi: avete trasmesso una parte di voi stessi a noi giurati, facendoci riflettere, discutere, infervorare. I risultati di oggi li conoscete già, e faranno da base per quelli di domani che, sono sicuro, non tarderanno ad arrivare. Intanto leggete, e leggete tanto: ora potrete farlo con una soddisfazione in più. Premio Ad Maiora.

La scuola. Cosa dire dei gruppi scolastici invitati con larghissimo anticipo a partecipare e – causa problemi interni all’istituto – non sostituiti per tempo? Nulla, se non che l’educazione, l’intelligenza, la cultura e soprattutto la civiltà – casomai servisse ancora specificarlo – non si insegnano e di conseguenza non si imparano a scuola.

Evidentemente per taluni è normale mandare a monte iniziative create apposta per loro, e vanificare un lavoro lungo cinque mesi. Premio Neanderthal.

I “poeti”. Parlando di educazione e di civiltà, forse questi sono tra i mali peggiori, e quindi è stato un bene scansarli, o destinarne brevemente parole, opere ed omissioni solo a gruppi ristretti di persone mentalmente più temprate rispetto alla media umana.

Mi riferisco a quelli con le virgolette, non a quelli veri. Quelli che ti fanno fare i salti mortali per invitarli, e che poi preferiscono scappare ad un impegno – guarda caso concomitante – in cui hanno una visibilità soltanto riflessa, ma al fianco di celebrità vere (o, molte volte, presunte). O quelli che, invitati per tempo, neanche ti ringraziano per averli tenuti in considerazione quando in realtà non se li fila nessuno, neppure i parenti prossimi. Da oggi, finiscono dritti nel filtro della posta elettronica. Premio AntiSpam.

Gli “amici”. Virgolette obbligatorie anche qui.

Sono quelli su cui pensi di poter contare, un giorno. Quelli a cui vuoi anche dare una visibilità, sapendo che non si muovono mai dal proprio orticello rinsecchito, sebbene vogliano vantarsi di conoscenze e frequentazioni di alto lignaggio (che mai presenterebbero ad altri). Quelli che sacrificherebbero volentieri un compleanno, o un incontro mondano, solo per portare la propria testimonianza di artisti a gruppi assetati di cultura, e che purtroppo vengono sommersi da quintali di foglietti svolazzanti e da carovane di ospiti provenienti dall’Antartide, che si trovano costretti ad alloggiare su panchine tappezzate del nulla più assoluto. Sono quelli che si lamentano se nessuno li cerca, e che non si rendono conto che l’amicizia va coltivata per davvero, senza finzioni e senza formalità.

Devo comunque ringraziarli tutti, quelli fatti così, perché mi fanno guadagnare spazio nell’agenda personale, ormai sempre più simile alla Guida Michelin: solo i migliori resistono. Premio Survivor. O, se preferite, Premio Harvey, il coniglio invisibile. O, meglio ancora, Premio Sahara. Perché l’aridità umana davvero non ha prezzo.

Armando. Esonda, straripa, deborda nel suo discutere, nel fare spettacolo, nell’aggiungere tasselli di qualità agli eventi a cui è invitato a partecipare, senza essere mai noioso, a differenza dei soloni già ampiamente citati su questi schermi. Averlo in casa e schierarlo in campo è come mettere Pirlo nel centrocampo della Nazionale: una sicurezza. Un Armando al giorno leva il relatore (inutile) di torno. Premio Bussola d’oro.

Roberta. Sta evidentemente studiando dall’assessore di cui sopra. Ad occhio e croce, ha una giornata di 36 ore (più IVA), e tra una faccenda, una spesa e un turno di lavoro riesce pure ad infilarci una innata vocazione da PR, raggiungendo luoghi ed obiettivi che ai comuni mortali non sono consentiti. Premio Wonder Woman.

Logopea’s Angels. Alfonso, Antonella, Assunta, Carmela, Carmine (volume I e volume II), Enzo, Katia, Lina, Lorella, Marinella, Michele, Pasquale. Tutti insieme appassionatamente, così, giusto per ricordare – a chi non poteva proprio fare a meno di notare uno staff tecnico tutto al femminile – che dietro grandi donne si celano spesso anche grandi uomini, meno appariscenti ma ugualmente concreti. Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Premio Aggiungiunpostoatavola.

Il sottoscritto. Complicato allestire la rassegna in un tempo da record, per i ritardi dovuti alla neve e alla burocrazia. Ma equilibri ciclo 2fraterraecielo mi ha dato enormi soddisfazioni, molte più di quelle che mi sarei aspettato. E chi mi conosce sa che non mi do per vinto tanto facilmente. Premio Ariete Inside.

Barbara. Misurata, elegante, brillante, ottiene i consensi del pubblico, e – all’unanimità – della giuria femminile di Logopea. Se si verifica quest’ultimo caso, la ragazza ha davvero tutte le carte in regola, e sceglierla è stata un’idea felice. Ed esplosiva. Premio Minerva.

Tiziana. E’ l’attrice che tutti sognerebbero di avere nel loro gruppo: la porti su un palco, e con le sfumature morbide della sua voce, illuminate dal rosso dei suoi capelli, accende la magia ed ammalia il pubblico, gli autori, gli organizzatori, meglio della disneyana Amelia. Premio Diavolina.

Antonella. Ovvero: quando la tenacia paga. Il talento, l’impegno e la dedizione non possono essere affossati da un piccolo contrattempo. E la nostra giovane attrice dimostra, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che – mentre aspiranti divette si negano a causa di non meglio identificate indisposizioni – lei, nonostante un’evidente sofferenza fisica, è in grado di recitare (benissimo) perfino con le stampelle, prendendosi meritatamente gli applausi (e il sostegno, è proprio il caso di dirlo) di un’intera sala. Indistruttibile. Premio Titanium.

Saverio. Qualcuno si chiedeva perché lui, e non altri più grandi, o più femminili, o più biondi, o più alti, o più rossi, eccetera eccetera, magari animato com’era dal famoso detto che lega uno scarrafone alla mamma. Rischio calcolato, gente: la risposta migliore è nella resa on stage del ragazzo che, con passi da gigante, sta crescendo meglio di altri, più adulti ma meno talentuosi. Premio Gulliver.

LogLabs. Award cumulativo alla bravura di tutti gli altri attori dei laboratori. Andrea, Cristiana, Daniele, l’esordiente Eliana, e poi Federica, Gabriele, Lorenzo, Mario, Michele, Nicholas. Ottimi attori ma all’occorrenza anche attenti spettatori nonché membri perfetti di una squadra compatta, quando c’è bisogno di sostenere i compagni. Uno per tutti, tutti per uno. Premio Lunionefalaforza.

Premio speciale, infine, a Logopea, che a 32 anni ha ancora l’entusiasmo di una ragazzina di 10. Forza, Log!

Giovanni Vesta

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  1. E’ stata senza dubbio un’esperienza per me innovativa, nel vero senso della parola. Vedere con gli occhi ciò che un ragazzo di 17 anni sente nel cuore mi ha dato donato maggiore fiducia.
    Onestamente, non sono tra quelli che dicono: “Ah i giovani d’oggi non hanno ideali, non hanno valori…”, come se poi gli adulti di oggi ne avessero! I luoghi comuni non appartengono a me, come ad alcuno incontrato in questi mesi trascorsi in Logopea. Deo Gratias!
    I ragazzi, per come la vedo io, hanno solo paura, timore, vergogna di tirare fuori quello che hanno dentro, magari perché temono il parere di chi (i soloni di cui sopra) è sempre pronto a criticare: “E’ troppo banale, è troppo scontato, è troppo retorico, è troppo…”. Evidentemente non basta che SIA e stop.
    Dopotutto, ‘Sono solo parole’, canta Noemi, ma in quelle parole un ragazzotto 17enne vorrà anche dire qualcosa! Questo ho notato: si vergognano. Perché ormai è cosa risaputa che i ragazzi di oggi non hanno nulla da dare e magari si meravigliano loro stessi se si accorgono, all’improvviso, di avere qualcosa da dire e dare agli adulti.
    Ebbene, giovani, state tranquilli: ognuno ha da dare e dire qualcosa, qualche spunto di riflessione, che non debba per forza coincidere con i massimi sistemi o leggi gravitazionali, ma solo Amicizia e Amore. Non arrendetevi, non pensate con la stessa testa, date e non abbiate paura di dire!
    Per quanto riguarda la BANDA LOGOPEA, sono davvero felice di averVi incontrati.
    Eh sì, ha ragione Giovanni, FORZA LOG!

  2. The winner is only you, dear Giovanni… eh sì, proprio tu, che con spirito di sacrificio, sopportazione, caparbietà e coronarie sempre sotto controllo, hai condotto al successo il secondo ciclo di Equilibri nella mia cittadina, che, nonostante le distrazioni della vita moderna, accoglie con benevolenza, interesse e anche curiosità gli eventi e le iniziative culturali.
    Se permetti faccio anch’io un ringraziamento personale a Nancy, che si è rivelata amministratrice attenta e disponibile, e che non ci ha fatto mai mancare il suo sostegno. Al di là dei problemi organizzativi di cui sopra, sicuramente non dipendenti da te o da noi, ma da persone solo un po’ “distratte”, siamo stati tutti ampiamente ricompensati da consensi ed elogi: la vittoria più bella, quella che ti riempie il cuore e l’anima.
    Personalmente posso dire di essere fiera ed orgogliosa di tutto il lavoro di questi mesi e di essere grata a te e ad Armando per avermi dato fiducia, e permesso di essere dietro le quinte organizzative.
    Continuiamo così, la strada che Logopea ha imboccato ben trentadue anni fa verrà lastricata di nuovi ed entusiasmanti successi… ne sono certa!

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