Logopea

LogHistory

L’Associazione Culturale Logopea nasce ad Avellino nel 1980, grazie al suo fondatore e presidente Armando Saveriano, come campo di azione intellettuale che agisce in penombra, ma in totale autonomia, a favore della cultura sommersa irpina, proponendosi nel contempo quale realtà aggregante a favore dei tanti giovani con vocazioni artistiche, educate e affinate grazie ai buoni artifici della maieutica.

Fin dagli esordi, le attività del gruppo sono convogliate in un laboratorio teatrale, uno di scrittura e uno di arti visive, con l’intento di costituire un efficace veicolo di diffusione per la poesia, la narrativa, il teatro, la fotografia, e per ogni altra pulsione creativa. Logopea viene così ad affiancarsi ad altre realtà culturali locali e – pur continuando saltuariamente a collaborare con esse – si ritaglia un proprio spazio, e prende una direzione ben definita nel panorama avellinese, votata alla crescita qualitativa e alla sperimentazione in ogni settore artistico.

E’ il momento giusto per la creazione di una propria compagnia teatrale. Si chiama Colpo di scena, e si propone quale veicolo di  diffusione del teatro tradizionale, sperimentale, alternativo, offrendo – a giovani dotati di talento e di temperamento – l’occasione di cimentarsi in pubblico affrontando testi “di spessore”. La compagnia accresce sia le ambizioni della giovane associazione culturale, sia la consapevolezza – nei suoi iscritti – di aver raggiunto un livello di preparazione quantomeno alla pari con altre compagnie di giro.

Anno 1994. Tappa fondamentale per Logopea, che si costituisce legalmente come associazione senza scopo di lucro. Il piccolo vivaio di giovani talenti ha già al suo attivo un notevole bagaglio di esperienza, soprattutto nel campo delle rappresentazioni teatrali, dei récital, della stampa di libri di narrativa e di poesia. E ai giovanissimi si è intanto aggiunto qualche altro socio magari meno giovane, ma ugualmente desideroso di confrontarsi con le altre generazioni e con le proprie aspirazioni artistiche.

Ancora qualche anno: nel novero delle esperienze si contano anche programmi radiofonici e televisivi, mostre fotografiche, e – nel biennio 1998/2000 – il foglio letterario bimestrale Il Versipelle, che funge da area di confronto tra esordienti ed autori italiani di prestigio. Iniziano in questo modo, e in questo momento, altre preziose collaborazioni, soprattutto con realtà parallele campane ed extraregionali.

Nel terzo decennio, l’attività culturale reticolare si dirama in maniera sempre più consistente, con serietà e coerenza e senza utilitarismi di sorta, facendosi strada nel campo della didattica, in seno agli istituti scolastici, dove Logopea persegue un originale tracciato, volto ad affermare un proprio specifico segno distintivo perfino nell’ambito dei progetti P.O.N., portando a buon esito corsi di dizione, drammatizzazione, scrittura creativa, ad essa intrinsecamente congeniali. Parallelamente, l’associazione continua ad effettuare delle scelte di qualità negli autori da presentare, negli attori da lanciare, nell’originalità di eventi e manifestazioni da destinare a pubblici eterogenei e non sempre pronti a cogliere tutte le sfumature di versi e prosa. In fondo, anche questo è un compito didattico.

La nuova direzione è ben definita: la Logopea degli anni X lavora ancor più a stretto contatto con le istituzioni, con le realtà editoriali, con le altre associazioni culturali affini e di comprovato valore. Logopea è cresciuta, è ancor più proiettata verso l’esterno, anche attraverso l’incremento ad ampio spettro della sua attività laboratoriale, una fucina per le nuove generazioni di giovani allievi (in gran parte leve scolastiche) ai quali fornire il know-how per l’avviamento alla scrittura o alla recitazione.

Ma, per spiegare questo, ci occorre un’altra pagina. Un clic su LogLabs, lì in alto, e il racconto continua!

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Giovanni Vesta

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