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Fuochi e spore del futuro

In Libri on 16/05/2012 at 10:33

Segno di un’ostinata resistenza al qualunquismo ed alla decadenza dei costumi, reazione corale alla mancanza di stimoli ed interessi, ribellione in nuce all’appiattimento culturale, i due godibilissimi volumetti Spore e Piccoli fuochi, frutto del progetto didattico P.O.N. Autori per noi dell’I.S.I.S.S. Gregorio Ronca di Solofra e Montoro Inferiore, recano già nei rispettivi titoli i volti, le menti e le voci dei protagonisti di questa esperienza finita su carta.

La poesia è in questa sede l’interlocutrice privilegiata; assume le vesti di amica e confidente che, almeno per qualche ora, interpella i giovani studenti partecipanti al progetto, sotto la guida del poeta Armando Saveriano, affinché le loro emozioni prendano corpo e forma, e le parole si distendano per dare vita ad uno spazio fatto di libertà intellettuale.

La poesia, intesa come storia e come sperimentazione letteraria, è il ponte verso altre forme di arte: le lezioni del percorso progettuale si sono infatti arricchite grazie all’incontro con due personalità operanti in campi diversi: il giovane regista Roberto Flammia e lo scultore e pittore Andrea Sparaco.

Il primo, come riportato nella testimonianza dei ragazzi confluita in entrambi i volumi, è riuscito non solo ad incuriosire ma anche a far capire che quello del regista è un mestiere tosto, da amare e da affrontare con serietà e rigore. Andrea Sparaco, scomparso purtroppo pochi mesi dopo, sembra avere lasciato un’impronta indelebile nella mente e nel cuore dei corsisti, i quali hanno colto ed apprezzato in lui l’ardore e l’entusiasmo fanciullesco di un uomo innamorato della propria arte e della vita, ed è impossibile non avere una stretta al cuore leggendo adesso, in Spore, “Grazie, Andrea. Torna da noi l’anno prossimo”.

Piccoli fuochi e Spore non differiscono molto l’uno nell’altro per quanto riguarda i contenuti, che si sono concretizzati sottoforma di componimenti singoli e a più mani; poesie ed incontri si spartiscono equamente il territorio fisico della carta e quello metafisico delle esistenze dei poeti in erba.

Tra i temi prediletti delle composizioni di Piccoli fuochi c’è senza dubbio l’amore, visto con occhi sognanti di adolescenti che rimangono stupiti di fronte alla loro fisicità, per poi giungere a posare lo sguardo commosso sul mondo, sulle proprie verdi speranze: esemplari in questo senso sono Blu nostalgia, scritta da Antonio Romano, Il coraggio di Giovanni Della Valle, Diario triste di Francesca De Stefano, e la produzione in versi di Angelina D’Urso.

L’itinerario poetico di Spore sembra essere invece all’insegna dello sperimentalismo poetico e del virtuosismo espressivo: Simone Manzavino e Giuliano Galluccio risolvono entrambi felicemente un esercizio di scrittura, così come Paolo Zirpoli sperimenta più variazioni in tema di un proprio componimento; altrettanto interessante risulta il testo collettivo elaborato su ispirazione alla poetica di Tristan Tzara, massimo esponente del dadaismo.

Spore termina con il soggetto per un lungometraggio a cui hanno lavorato gli studenti di Solofra, apparentemente semplice ma dal forte impatto emotivo, scritto da Armando Saveriano e diretto dallo stesso Saveriano in tandem con Roberto Flammia, dal titolo Il mondo in un istante.

Un viaggio poliedrico e multiforme, dunque, diverso sicuramente dai consueti itinerari scolastici ma non per questo meno formativo.

L’ombra della musa si è palesata a tratti, via via meno incerta. Naturalmente provvisoria: ma chissà, il tempo conosce i processi di misteriose generazioni. E noi siamo cocciutamente ottimisti”, afferma Armando Saveriano nella sua introduzione a Spore: chi scrive non può che unirsi a questa speranza.

AA.VV. – Spore (a cura di Armando Saveriano) – Per Versi 2011, pp. 68.

AA.VV. – Piccoli fuochi (a cura di Armando Saveriano) – Per Versi 2011, pp. 85.

Maria Grazia Colucci

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